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lettere di un viaggiatore di Francesco Nicolosi Direttore artistico Jeux d’Art a Villa d’Este Per un festival come Jeux d’Art a Villa d’Este, nato sei anni fa come omaggio a Franz Liszt in uno dei luoghi più lisztiani del mondo, non era facile nell’anno del bicentenario dalla sua nascita - un anno nel quale la produzione del nostro è stata totalmente sviscerata nelle chiavi di lettura più diverse e più eccentriche - dedicare tutto il programma al genetliaco, ma come direttore artistico di una rassegna che ha il privilegio di svolgersi nella meravigliosa dimora tiburtina sentivo la necessità e direi l’obbligo morale di una dedica assoluta al grande pianista ungherese. Ho scartato da subito un integrale, impensabile per la mole pazzesca di opere e anche perché non volevo proporre al pubblico composizioni che probabilmente lo stesso Liszt aveva scritto per motivi diversi dalla loro esecuzione in concerto. Nasce così l’idea Lettere di un viaggiatore, che dà il nome al festival di quest’anno e rappresenta il percorso che ho voluto creare per questo nostro affascinante viaggio, titolo tratto da una famosa lettera che Liszt scrisse a George Sand nel 1835 mentre si trovava in Svizzera con la contessa Marie d’Agoult. Ho pensato dunque di proporre un Liszt ispirato nella sua produzione da suggestioni letterarie, da paesaggi, da fermenti spirituali, insomma il Liszt viaggiatore che riuscì a modificare radicalmente il suo modo di scrivere a seconda si trovasse a Parigi o in Svizzera… in Italia piuttosto che in Germania. Per fare ciò ho suddiviso la sua vita in tre tappe fondamentali (sulla falsa riga delle indicazioni fornite da egli stesso alla sua prima biografa Lina Ramann): il periodo parigino, dal 1823 al 1848 circa, gli anni di Weimar, che vanno dal 1848 in poi, ed infine Roma e Villa d’Este, dal 1865 fino alla fine che, come tutti sappiamo, avvenne a Bayreuth nel 1886. Al periodo parigino appartengono alcune delle sue composizioni più virtuosistiche, opere nelle quali una certa immediatezza del disegno melodico e per l’appunto il virtuosismo di facile effetto hanno condizionato in maniera, lasciatemi dire, ingrata e negativa il giudizio definitivo sulla produzione complessiva di Liszt. Di questo periodo ascolteremo le trascrizioni di alcuni lieder di Schubert e la versione per piano solo della Totentanz (pensata proprio negli anni parigini e poi completata a Weimar) affidate alla grande virtuosa Valentina Lisitsa e ancora le Reminiscenze di Norma nell’interpretazione di Masataka Goto, primo premio al Concorso Pianistico internazionale Franz Liszt di Utrecht. Degli anni di Weimar, in cui maturarono e presero forma tutte le intuizioni che il nostro aveva avuto durante la sua disordinata vita di concertista, ascolteremo: la Faust-Symphonie - l’opera che più di tutte può essere considerata lo specchio sonoro dell'interiorità umana (come Liszt soleva definire la musica) e che rappresenta senz’alcun dubbio lo specchio della sua straordinaria complessità interiore - nella trascrizione originale per due pianoforti e coro maschile, eseguita dal Franz Liszt Piano Duo e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Roberto Gabbiani - voce recitante per i brani tratti dal Faust di Goethe Francesco Siciliano; e ancora la sonata in si minore e il Grosses Konzertsolo (considerato la sua genesi), al pianoforte Pasquale Iannone. L’Italia e Villa d’Este saranno presenti con il secondo e terzo libro degli Anni di pellegrinaggio, affidati rispettivamente a Ryo Horiuchi, primo premio al Concorso pianistico Internazionale di Bordeaux, e a Muza Rubackyte pianista franco-lituana riconosciuta a livello internazionale come specialista lisztiana. Alla musica da camera di Liszt, produzione notoriamente non molto ricca ma comunque significativa, è dedicato invece il concerto del Quartetto Avos che eseguirà alcune opere originali e alcuni suggestivi adattamenti fatti dagli stessi componenti dell’ensemble. Il 22 ottobre, giorno del compleanno del nostro Franz, il tenore Marcello Nardis, accompagnato al pianoforte da Andrew West, eseguirà alcuni dei suoi più famosi e celebri lieder e infine una mia personale dedica con un nuovo spettacolo per pianoforte e voce recitante sulla sua trascrizione della Quinta sinfonia di Beethoven. Non mi resta che augurarvi buon ascolto e... buon bicentenario!! |
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